Esta es la juventud del Papa

Esta es la juventud del Papa

mercoledì 10 febbraio 2010

Mc 7,14ss

“Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro; ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro”.
Gesù rivela che l’impurità non raggiunge l’uomo dall’esterno, ma dall’interno. È dal cuore, infatti, che nascono gli atteggiamenti che allontanano da Dio e rendono impuri. Nella bibbia il cuore non è tanto la sede dei sentimenti, ma della volontà, dell’intelletto, del discernimento. Per questo è necessario vigilare sul proprio cuore per scoprire cosa “viaggia” al suo interno. Dall’ elenco di ciò che contamina l’uomo si scopre ancora una volta che per costruire correttamente la relazione con Dio bisogna costruire relazioni con gli uomini basate sull’amore, la giustizia, la rettitudine.
Cosa possiamo fare per non cadere nell’impurità? Vivere secondo lo Spirito è l’unico modo de rimanere in comunione con Dio rinunciando a mettere i nostri desideri, al centro della vita.
Cercherò di scoprire quali gesti mi rendono “impuro” davanti a Dio.

martedì 9 febbraio 2010

Per meditare
Non c’è dubbi che una delle frasi che più spesso si sente circolare nelle nostre comunità parrocchiali sia:
“ si è sempre fatto così”, “è tradizione fare così”. Guai a toccare le tradizioni!
Quando ci rendiamo conto che noi o la nostra comunità stiamo cadendo in questo tranello dovremmo avere il coraggio di rimettere al centro la Parola di Dio, di cercare insieme il confronto con essa perché ci purifichi e ci indichi la strada da percorrere.
Non dimentichiamoci di “Mettere al centro la Parola di Dio e l’amore di Dio al primo posto".

lunedì 8 febbraio 2010

Poema

Trascrivo un poema di Alvaro, che è stato letto nel giorno del suo funerale. Alvaro era un fedele della parrocchia di Primavale. Ci ha lasciato, il mese scorso, a causa di un tumore terminale. Bellissimi ricordi ha lasciato a tutti, specialmente ai giovani dell’oratorio . Ha vissuto la sua vita intensamente ed amava quello che faceva. Lo scritto è in versi dialettali romaneschi.

Er dono della conversione
Pur’io l’urtimo dell’omini,
er più capoccione, n’poro peccatore
come tutti su sta tera c’ho la voja
de scrive de la grandezza der Signore,
p’avemme data l’immensa grazia de la conversione.
M’ha dato er dono de la fede
Che si ce penso fino a tre anni fa
Se uno m’avesse domandato che è la fede Arvà?
Je avrei risposto boh!
‘nvece oggi se n’fratello mio me dovesse domannà che
È la fede Arvà?
Je risponnnerei è la luce dell’anima,
è la vita dello spirito,
è quanno te billa er core,
è cercà sempre la vicinanza der Signore,
è quanno attizzi l’orecchi su chi te sta vicino
pe vedè la luce der Signore,
è quanno attizzi l’orecchi mentre parli con n’fratello
per senti si c’è er messaggio der Signore,
è quanno te s’avvicina n’poro fratello che te chiede ‘a carità
e tu je dai quello che poi, co a gioia de da,
è quanno senti tanto er bisogno de pregà er Signore,
co la Madre Nostra der Divino Amore,
è quanno che stai bene con tutti e te dici semo tutti
fratelli, semo fii di Dio,
è òquanno nun vai più co l’occhi a cercà li difetti
all’artri
ma cerchi de vedè solo la bontà.
è quanno uno che c’ha bisogno e te chiede me m’presti
qualche cosa
e tu je la dai senza dije ma quanno me la ridai,
è quanno n’fratello tuo te chiede n’aiuto per qualsiasi cosa
e tu lo fai co la gioia quello che poi
è quanno che tu fai tutto er bene che poi
perché è questo quello che te ordina
cor dono della fede er Signore.
Poi si quarcunno m’avesse domannato tre anni fa
Che è la Divina Provvidenza Arvà?
J’avrei risposto a me me sa che nun ce sta,
‘nvece oggi si n’fratello mio me lo dovesse dommannà
Je direi è quanno te rimetti nelle mani der Signore
Per tutto quello che devi fa su sto monno
Pe campà, pe vestitte, pe beve, pe magnà,
pe tuto quello che devi fa.
Si c’hai tanta fede vedrai che nun t’abbandonerà
Te po fa trovà lavorl te po guarì da na malattia,
te po sarvà da chi te la vo fa pagà
pe quarche cosa de male che nun hai volotu fa,
te mette sempre na porta andò devi entrà
e li c’è sempre er Signore che te sta aspettà,
però aricordete che la devi sermpre pregà
e nun je chiede mai li sordi le comodità
li belli vestiti, le agiatezze e tutte quelle cose grosse
e così dette belle,
te devi sapè accontenta de quello che te dà
ringraziela sempre e dije nun m’abbanonà.
Poi quarche vorta, po pure capità
Che devi mete pure te le manì n’saccoccia pe da
Perché pe quello che te chiede
Sei te in quer momento la Divina Provvidenza n’carita.
Che devo dì ce sarebbe ancora tanto da parlà
Ma pe finilla qui
Te dico che lo devi sempre capì da te
Quann’è er momento da pià
e quanno ‘nvece er momento de da,
ma la cosa fondamentale che ce sta
è che sia che devi pijà e che quanno devi da
lo devi sempre fa co tanta onestà
perché aricordete sempre che er Signore
è troppo forte, Lui tutto sa
e nun lo potrai mai fregà.

Grazie Arvà!


sabato 6 febbraio 2010

La chiamata.

La chiamata è una realtà che ha solo in Dio la sua origini, è totalmente gratuita e ci raggiunge nella vita quotidiana, invitandoci a mettere al servizio del Signore quello che abbiamo.
Non solo ci raggiunge nella vita quotidiana, ma in una quotidianità segnata dal fallimento: Simone e i suoi compagni, infatti, stanno assaporando il gusto amaro di una notte di lavoro che non ha portato i frutti desiderati.
La richiesta che Gesù rivolge loro è piuttosto strana, perché è in contraddizione con l’esperienza di ogni pescatore, che sa che è la notte il tempo favorevole per la pesca.
La chiamata entra nella vita di tutti i giorni, nei nostri fallimenti, per chiederci un atto di obbedienza e di fiducia in una parola divina che capovolge le nostre categorie.
Simone e i suoi compagni fanno ciò che è stato loro chiesto e assistono ad una pesca abbondante. Proprio a partire da questo evento eccezionale, Simon Pietro intuisce che colui che gli sta davanti non è un semplice, ma è il Signore davanti a cui si scopre peccatore, cioè semplice creatura. Ed è in questo momento che Gesù prospetta a Simone e agli altri la possibilità di condividere la sua stessa missioni: pescare uomini, cioè strapparli dar potere dalla morte per condurli alla vita vera.
Percepire la chiamata, quindi, significa sentire che il Signore mi chiede di fidarmi di lui, di vivere in obbedienza alla sua parola e di farlo entrare nella mia vita segnata dal fallimento.
Coloro che vivono in questo modo, non solo i sacerdoti e i religiosi, si ritrovano a condividere la stessa passione per la vita che alimenta e guida l’esistenza di Gesù.
Chiedo a Dio la grazia di condividere la sua passione per la vita dell’uomo.

TV nella tua vita

TV
È quase criminoso o quo os manipuladores das massas e mercadores da futiliade fazem.
A lógica da atual midia televisiva implantar sonhos consumistas na mente dos espectadores. Enquanto professores e escolas se esforçam para formar cidadaõs, a televisão fabrica consumidores. Na atualidade, a televisão existe para anular o sujeito pensante… ; visando transformar a audiência numa imensa massa crítica sem uma real capacidade de análise. Sentido da vida, felicidade … é consumir. … Peça para mamãe comprar o “lapto da Xuxa”, a boneca da Xuxa” a sandália da Xuxa”…
È quase criminoso o que as emissoras de TV fazem com a infância e com a sociedade. “Para eliminar fulaninho ligue”… “Vamos dar aquela espiadinha. Pode bisbilhotar a vontade!”.
(José Bonifacio Sobrinho, o Boni, (Pai do Boninho, diretor do BBB); diz que:
· “O perfil do telespectador brasileiro é triste”.
· A massa é desinformada, portanto fácil de iludir”.
· “A maior parte do público não tem ideia do que está fazendo em frente da TV.”
“O nível mental das pessoas que assistem à TV no Brasil è por volta dos nove anos”.
(Miguel Falabella)
“Vamos dar aquela espiadinha. Pode espiar a vontade.! (Pedro Bial)
“Passarinho quer dançar. O rabinho balançar. Porque acaba de nascer Tchu, tchu, tchu”.
“Quem quer dinheiro? Um aviãozinho, eu vou jogar…”
“Tem ajinhos nesse lugar” (Padre Marcelo)
O circo do Faustão. Se vira no strinta. Topa tudo por dinheiro. Caldeirão do Huck
Videos cassetadas do Faustão… Casseta e Planeta. Campeonato de Futeblol. Domingo legal. Circo da fórmula 1. A fazenda . Próxima novela global… Novelas, futebol, jogos…
Nada melhor que a TV para preencher uma vida vazia, carente de aspirações elevadas e sem padrões morais firmes. Num tempo em que a sonscientização ambiental e o consumo consciente se mostram tão vitais… a televisão nada mais faz senão promover futilidades e incentivar o cego consumismo.
Para que tratar de educação e de Ecologogia, se o que importa é aumentar as vendas dos anunciantes? “Quem não consome, ensinam as emissoras de TV, não existe”.
Que mundo iremos deixar para os nossos filhos? Que filhos iremos deixar para o nosso mundo?
E a globo comemora que o program “Zorra Total” è o segundo programa de maior audiência entre o público infantil.
Não seria este, antes, um fato para se lamentar!
Enquanto a OMS recomenda que crianças em idade escolar devem assistir a, no máximo uma hora de televisão por dia… levantamento do Ibope constata que as crianças brasileiras passam em média cinco horas diárias em frente à TV.
As crianças brasileiras são as que mais assistem televisão no mundo.
Aonde iremos chegar assim?
“Peça pra mamãe comprar o “Leptop da Xuxa”
“Tudo em 72 vezes, venha correndo aproveitar!”
“TRoque o carro. Troque de celular. Beba mais cerveja”.
“Vamos falar com os heróis, direto da casa mais vigiada do Brasil”.
“È dia de paredão, Bam-Bam Cowboy e cobra È dia de paredão! Tá esperando o quê! Vá correndo telefonar!.
Levando-se em conta que apenas 5% da população do Brasil têm acesso a canais de TV a cabo, é possível constatar o tamanho do estrago provocado pela Rede Globo, SBT, Record e Band à infância no nosso país.
Mas apesar de todos os “Reality show”; programas de auditórios, filmes de seriandos enlatados, novellas e intermináveis competições emotivas, é preciso acreditar que è possível resgatar o valor da educação, da arte e da cultura.
Desligar a TV, abrir a janela, espiar para fora… Repensar o valor e o significado da vida.
Educar as futuras gerações para que culrivem desde cedo o hábito e o gosto pela leitura.
Os livros têm o poder de iluminar uma vida “O importante è motivar a criança para a leitura, para a aventura de ler”. Quem não lê não pensa será sempre um servo” (Paulo Francis” Familiarizar as futuras gerações com a arte e a cultura. A TV amortece e faz dormir os sentidos – o inverso do arrebatamento ocasionado pela obra artística.
“A arte diz o indizível; exprime o inexprimível, traduz o intraduzível.”
(Leonardo da Vinci)
Aproveitar a nossa breve experiência existencial para promover esperanças, cultivar sonhos regados com ternura e bondade. Compartilhar bens e dons – materiais e espirituais. Recordar que somente aquilo que danos por Amor, compaixão e caridade realmente nos pertence. Tudo mais será apagado pelo tempo. Ter coração, para as crianças das famílias carentes que dificilmente terão acesso à arte e à cultura sem uma ajuda externa.
Doar livros infantis, brinquedos pedagógicos, apoiar crianção e manutenção de centros comunitários voltados para a infância em comunidades periféricos. Rodar o verso do livro do Eclesiates, que diz: “Lança o teu pão sobre as águas porque depois de muitos dias o encontrarás…”
Perguntar à nossa alma se temos lançado satisfatoriamente ao rio da vida parte do pão que o destino confiou às nossas mãos.
Desligar a TV; e recordar que há toda uma vida nos esperando lá fora…