Risplenda la vostra luce davanti agli uomini. (Mt 5,16) "... Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini". Cerchiamo tutti di vivere bene, ma anche di comportarci bene davanti agli uomini. Non tendiamo solo ad avere una retta coscienza, ma per quanto lo comporta la nostra debolezza e lo consente la fraglità umana, sia che nostro fermo impegno a non compiere nulla che possa destare un cattivo sospetto nel fratello debole. Mentre mangiamo buone erbe e beviamo acque limpide, non calpestiamo i pascoli di Dio, perchè le pecore inferme non abbiano a mangiare ciò che è calpestato, e bere ciò che è stato intorbidato.mt5,45 "Ele faz nascer o sol sobre maus e bons e faz cair a chuva sobre os justos e injustos".
Esta es la juventud del Papa
giovedì 1 luglio 2010
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini. (Mt 5,16) "... Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini". Cerchiamo tutti di vivere bene, ma anche di comportarci bene davanti agli uomini. Non tendiamo solo ad avere una retta coscienza, ma per quanto lo comporta la nostra debolezza e lo consente la fraglità umana, sia che nostro fermo impegno a non compiere nulla che possa destare un cattivo sospetto nel fratello debole. Mentre mangiamo buone erbe e beviamo acque limpide, non calpestiamo i pascoli di Dio, perchè le pecore inferme non abbiano a mangiare ciò che è calpestato, e bere ciò che è stato intorbidato.martedì 29 giugno 2010
LOS DERECHOS HUMANOS SON PARA LOS HUMANOS DERECHOS
Hace poco, las madres de PANDILLEROS salvadoreños realizaron una manifestación exigiendo los "DERECHOS de" de sus hijos. Acá esta la respuesta de una madre ciudadana hacia la madre que protestaba...
DE MADRE A MADRE: Vi tu enérgica protesta delante de las cámaras de TV en la reciente manifestación en favor de la reagrupación de presos y su transferencia a cárceles cercanas a sus familiares. Vi cómo te quejabas de la distancia que te separa de tu hijo y de lo que supone económicamente para vos ir a visitarlos como consecuencia de esa distancia. Vi también toda la cobertura mediática que dedicaron a dicha manifestación, así como el soporte que tuviste de otras madres en la misma situación y de otras personas que querían ser solidarias contigo y que contabas con el apoyo de nuestra reina presidenta y su esposo, comisiones pastorales, órganos y entidades en defensa de los derechos humanos, el IDHUCA, ONGs etc. etc. Yo también soy madre y puedo comprender tu protesta e indignación. Enorme es la distancia que me separa de mi hijo. Trabajando mucho y ganando poco, idénticas son las dificultades y los gastos que tengo para visitarle. Con mucho sacrificio solo puedo visitarle los domingos porque trabajo incluso los sábados para el sustento y educación del resto de la familia. Felizmente también cuento con el apoyo de amigos, familia, etc. Si aún no me reconoces, yo soy la madre de aquel joven que se dirigía al trabajo con cuyo salario me ayudaba a criar y mandar a la escuela a sus hermanos menores, y que fue asaltado y herido mortalmente a balazos disparados por tu hijo. En la próxima visita, cuando tu estés abrazando y besando a tu hijo en la cárcel yo estaré visitando al mío y depositándole unas flores en su tumba en el cementerio. ¡Ah! Se me olvidaba: ganando poco y sosteniendo la economía de mi casa, a través de los impuestos que pago, tu hijo seguirá durmiendo en un colchón y comiendo todos los días. Ni a mi casa, ni en el cementerio, vino nunca ningún representante de esas entidades que tan solidarias son con vos para darme apoyo ni medicarme unas palabras de aliento.
¡Ni siquiera para decirme cuales son MIS DERECHOS!
lunedì 28 giugno 2010
Notti di Mondiale, Giorni di errori. ..Arbitri di fama internazionale, sbagli di principianti. A me, come a tanti che piacciano il calcio, rimango sempre più sconvolto, non è possibile, c’è qualche fantasma che impedisce la correttezza, la sportività semplice, quella che piacciano a tutti quelli che guardano o giocano per sport e non per denaro … Addio Larionda ..., addio Righetti e compagni, meglio per voi mollare il mestiere, venite a casa perche la vostra autorità vi è stata tolta davanti allo schermo di tutto il mondo. Voi, insieme a tanti che sporcano lo sport con interessi miliardari, mi fanno abbaiare di rabbia e aumentare la voglia di ritornare ai tempi in cui ero bambino e ancora potevo gioire del gioco a piedi nudi … basta di circo!
giovedì 24 giugno 2010
Mt 8-1-4
1 Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva. [2]Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi». [3]E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve. [4]Poi Gesù gli disse: «Guardati dal dirlo a qualcuno, ma và a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come testimonianza per loro».Da parte di Gesù, da uomo pienamente libero, non si lascia condizionare da nessuna delle prescrizioni della legge riguardo i lebbrosi, e lo tocca. Proviamo anche solo ad immaginare cosa ha significato quel gesto per il lebbroso: vedere qualcuno stendere la mano su di te, quasi benedicendoti e, quindi, dicendo bene di te – e che poi ti tocca, facendoti sentire quel contatto umano che ormai ti mancava da anni. Non solo il lebbroso è stato guarito nel corpo dalla potenza divina di Cristo, ma è stato consolato dell’anima, là dove aveva estremo bisogno di sentirsi amato, accolto, benedetto. Quanti “lebbrosi” si aggirono per le nostre strade, e forse tra questi ci siamo anche noi. Quanti provano il bisogno di sentirsi accolti, amati, capiti. Bisogno che spesso nascondono anche a se stessi, vestendosi di una corazza impenetrabile. Ma talvolta basta poco; incontrare qualcuno che ti fa sentire amato e benedetto, qualcuno che “stende la sua mano”, per sciogliere quel blocco interiore, per colmare quel vuoto che avvelena, Possiamo allora metterci alla scuola del lebbroso, prostrarci davanti al Signore e dirgli; “Se vuoi, puoi guarirmi, puoi sanare le mie malattie, puoi riempire il mio vuoto, puoi ammorbidire le mie durezze e penetrare la mia corazza”. E potrò così anch’io divenire benedizione per il mio prossimo, potrò anche io stendere la mia mano.
mercoledì 23 giugno 2010
Mt 7, 15-20
. Gesù nel Vangelo ci da due consigli: andare oltre l’apparenza e guardare ai frutti. Il modo di apparire de una persona non è sempre indicativo di quel che è. Eppure per noi proprio l’apparenza è spesso il criterio che ha un ruolo maggiore nell’esprimere un giudizio. Questo succede quando non si è abituati ad affrontare la “fatica” dell’andare oltre, dell’ascoltar bene, del cercare il cuore, del leggere tra li righe. Se qualcuno ci alletta con le sue parole, ci offre ricchezza, benessere, e noi quello cerchiamo, allora ne saremo ingannati. Se qualcuno ci dice che gli aspetti peggiori del nostro nodo di essere non sono pii tanto negativi, allora o abbracciamo, perché ciò ci conforta a rimanere come siamo, a non dover fare la fatica di cambiare e di migliorare. Se poi non cerchiamo una fede profonda, ma solo una fede non troppo impegnativa allora ci andrà bene chiunque ci parli di Cristo senza però vivere come Cristo. I falsi profeti gli avremo sempre tra noi, la zizzania crescerà sempre con il grano: solo alla fine Dio li separerà. Ma qui e ora, siamo noi ad avere la responsabilità di discernere...