Esta es la juventud del Papa

Esta es la juventud del Papa

domenica 17 luglio 2011

Vanagloria.

Un grande rimedio alla vanagloria suggerito dai Padri era la compunzione, il ricordo dei propri peccati o della morte. Questa terminologia appare forse un po’ lontana dalla mentalità corrente e i formatori o i superiori potrebbero essere intimiditi all’idea di utilizzarla, nel parlare ai confratelli o ai novizi.
La vita consacrata è però attesa escatologica e non può dunque vivere, nei confronti della morte, solo sentimenti di paura e di inquietudine, Imparare a porre davanti agli occhi un orizzonte eterno è un elemento indispensabile della nostra vita: esso ci proietta in una prospettiva corretta rispetto al tempo e rappresenta anche un giusto farmaco per le nostre tendenze esibizionistiche.
Un rimedio utile per combattere la vanagloria è l’attenzione al modo di parlare di se stessi. È sempre importante sapersi chiedere quanto e come parliamo di noi. A proposito del quanto, ci possiamo domandare, per esempio, se vogliamo essere sempre al centro dell’attenzione e aspettiamo che gli altri tacciano, o talvolta non li lasciamo nemmeno finire, per riportare il discorso su temi riguardanti la nostra persona. Per ciò che concerne il come, è invece bene chiedersi non solo in che misura tendiamo a mettere in risalto ciò che facciamo o i nostri talenti, ma anche quanto siamo disposti a esporci nel nostro limite; spesso, infatti, siamo esperti nell’usare un “linguaggio criptico”, il cui scopo è di mascherare od omettere errori e vulnerabilità personali.
Altro rimedio è l’attenzione contraria, quella al modo in cui parliamo degli altri, che la vanagloria ci spinge a ignorare, se non a denigrare o non apprezzare per il timore che le loro qualità offuschino la nostra immagine.
Basta per oggi.

giovedì 26 maggio 2011




Roma 26/05/11

Oggi ho deciso chiudere questa finestra di comunicazione. Chiedo scusa se ho lasciato male qualcuno qualche volta. Devo chiudere perche mi manca il tempo per farlo. Non dico che un dia potrò ritornare, attualmente mi è impossibile por enne ragioni. Grazie a tutti quelli che simpatizzarono con il blog e lo seguivano regolarmente.
In Cristo

sabato 21 maggio 2011

La Pentecoste.



Sono tre le feste più importanti che segnano il periodo dell’anno Liturgico: Il Natale, La Pasqua e la Pentecoste. Il Natale viene sempre celebrato il 25 dicembre perché si ricorda la data di nascita di Gesù, il Messia salvatore. È Dio che si fa uomo, viene al mondo, bussa alle nostre “porte”, chiede il nostro aiuto per trovare un angolo perduto dove nascere, finisce in una grotta e viene deposto in una mangiatoia. Il periodo Natalizio ci conduce alla celebrazione della Pasqua di Risurrezione, quando quel Cristo della grotta, dopo 3 giorni di silenzio, “spacca” le porte chiuse, risorge vincitore della morte e radiante di luce appare in mezzo a noi per camminare accanto a noi.
Questo tempo chiamato Pasquale ci conduce infine alla Pentecoste che significa “cinquanta giorni”. Quella della pentecoste è una festa antichissima in cui si offrivano alle divinità le primizie dei raccolti, il popolo ebreo poi la trasformò. È diventato infatti il giorno in cui si ricorda la consegna delle tavole della legge a Mosè sul Monte Sinai. Il dono della legge consentiva al popolo di vivere in pace e quindi di prosperare. Per noi cristiani, si celebra la venuta dello Spirito Santo sugli Apostoli. La venuta dello Spirito Santo ha cambiato tutta la loro vita. Prima vivevano nella paura, dopo non hanno più paura e sanno cosa fare e dire.
Chi è oggi, per noi, lo Spirito Santo? È Dio che viene in noi per portarci a lui. È colui che risveglia in me il bisogno e il desiderio di Dio e di eternità. È colui che piano piano, ma con costanza, mi spinge verso il Padre. Lo Spirito Santo viene definito “Paraclito”: che significa difensore, avvocato, persona di fiducia, intercessore e consolatore. Lo Spirito Santo arriva quando meno lo aspettiamo, ci ricorda di prestare attenzione, viene per trasformare la nostra vita dal di dentro, come ha fatto con tutti gli Apostoli. Lo Spirito Santo è il sole che vuol entrare nella nostra vita; lasciamolo entrare.
Ci ribadisce il Papa Benedetto XVI, “Lo Spirito Santo dà ai credenti una visione superiore del mondo, della vita, della storia e li fa custodi della speranza che non delude”.
“Apri i miei occhi per conoscerti perché il mio cuore, da te illuminato, si infiammi di fede, e da freddo diventi ardente di amore per te”. (Lc24,31)

giovedì 5 maggio 2011

Dio mi da un’opera da compiere
Tutti corrono nella vita. Ciò che conta è correre per la strada giusta. Troverai molte persone attive e intelligenti ma pochi sapienti.
Quanti disperdono le loto energie in opere disparate! Vero sapiente è colui che sa raccogliere tutte le sue forze attorno a un’opera da realizzare a lunga scadenza nella sua vita.
Veramente saggio è colui che non fa conto delle doti naturali proprie o altrui, ma solamente di ciò che piace al Signore. S piacendo a Dio, dispiaci agli uomini, non hai motivo di rattristarti.
Più che aspirare a fare cose straordinarie, sforzati di renderti perfetto in quello che Dio vuole da te.
Non affliggerti se le cose non vanno secondo i tuoi piani; può darsi infatti che dove temi una perdita, la gloria di Dio ne abbia molto vantaggio
Il più grande sbaglio che l’uomo fa nell’impostazione della sua vita è quello di lavorare per la propria gloria e non per quella di Dio, per la quale egli è stato creato.
Se ti accosterai a Dio diventerai un solo spirito con lui.
Se in tutto il tuo operato farai la volontà di Dio, potrai dire di essere tutto di Dio.
La tua perfezione consiste nell’amor di Dio, e la perfezione dell’amore consiste nell’uniformare la tua volontà a quella di Dio. La sola volontà di Dion sia la tua volontà.
Per quanto ti è possibile, non amare la volontà di Dio perché conforme alla tua, ma ama la tua volontà perché conforme a quella di Dio. Dio è Padre, Dio è amore, non puoi temere che la sua volontà sia male per te.

mercoledì 4 maggio 2011

Dio ti è sempre presente

Dio è con te, anche se tu non sarai con lui. Egli ti è vicino, anche sì tu ti troverai lontano da lui. Egli non abbandona te anche se tu abbandoni lui. È dentro di te, anche se tu sarai fuori. Pensa sempre a te, e continuamente ti benefica, anche se tu non ti ricordi di lui.
Come l’uccello, ovunque voli, trova sempre l’aria , così tu, ovunque vada, troverai sempre Dio presente. Colui che è dappertutto, dove non è? Non riempie forse Dio il cielo e la terra ? Lui, tutto sarebbe nel nulla. Dio è più presente a te di te stesso.
Anche se tu vorrai fuggire da lui non potrai stare nascosto perché tutto è scoperto al suo sguardo. Dio scruta i reni e i cuori, vede nel segreto, a lui sono presenti tutte le tue azioni.
Quale altro mondo potrebbe accogliere uno che fugge lontano da Dio? Dove andrai e dove ti occulterai dalla sua presenza? Non sperare in alcuna lontananza poiché nulla è lontano da Dio. È il creatore dell’universo e non è possibili che tu possa allontanarti in alcun modo da lui.
Ovunque tu vada e qualunque cosa tu compia, sia nelle tenebre che nella luce, hai l’occhio di Dio che ti guarda.
“Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo la tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra.
Se dico:” Almeno l’oscurità mi copra e introno a me sia la notte”.; nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per te le tenebre sono come la luce”.
Lo sguardo di Dio penetra i segreti del tuo cuore. A Dio non sfuggono neppure i tuoi pensieri. Egli vede meglio al di dentro che gli uomini dal di fuori. Dio è spirito e ciò che è nascosto nel profondo del tuo animo lo conosce più chiaramente di qualsiasi realtà materiale.
Quando compi certe azioni ti vanti davanti agli uomini perché sai di fare il bene, ma quando ne compi altre fuggi i loro occhi perché sai di fare il male; ma non puoi fuggire gli occhi di Dio.
Non v’è mezzo migliore per vincere le tentazioni che il ricordo della presenza di Dio. Se ti diventerà familiare la sua presenza ti guarderai dal fare ciò che gli dispiace.
In questa vita non poi vedere Dio svelato. Egli è come il sole raggiante che senti attraverso le nubi e ti fa conoscere la sua vicinanza mediante il calore del suo amore. La sua presenza è quella di un essere spirituale il cui amore avvolge la creatura e la vivifica.
Non essere scortese con Dio, lasciandolo solo per occuparti di mille cose e che forse gli dispiacciono.
Fa’ del tuo cuore un tempio spirituale nel quale adorate Dio di contino. La tua devozione sarà continua se farai tutto alla presenza di Dio. Ricordati che non sei mai solo.
In mezzo alle tuo occupazioni, di tanto in tanto ritirati in te stesso e, sia pure di sfuggita, ricordati dell’ospite che hai in te. Se farai l’abitudine, egli ti si farà sentire presente.
La sicurezza più grande che puoi trovare è quella di essere al fianco di Dio. Se il Signore è vicino, di che cosa devi preoccuparti? Accanto a Dio troverai una pace profonda e imperturbabile. Abbi una grande fede nella presenza di Dio, del Dio tutto amore che abita nella tua anima.
Signore fa’ che conservi amorosamente, nella tranquillità del mio animo, la percezione della tua presenza.
"La sapienza del Vangelo" di Francesco Bersini.