Esta es la juventud del Papa

Esta es la juventud del Papa

venerdì 16 aprile 2010

Vita consacrata

La vita consacrata è un continuo movimento senza sosta. Movimento verso l’alto che è ascendente e movimento verso il basso che è discendente. Entrambi i movimenti possono coabitare nei nostri istituti. Camminare assieme all’uomo, per andare verso Dio, quindi movimento ascendente. Tutto quello che noi facciamo deve essere trasparente.
Siamo sicuri che Il nostro servizio possa interpretare la manifestazione di Dio?
Quello che io sto facendo manifesta l’amore di Dio?
In realtà, non basta fare il mio dovere tecnicamente, ma devo interrogarmi ogni giorno, se il mio operare manifesta l’amore di Dio. Se tutto quello che faccio lascia trasparire, nelle azioni della carità, l’amore di Dio che scaturisce dalla fonte.
Ho un mio dovere, chiedermi ogni giorno, se le mie prestazioni, attività, apostolato … parlano di Dio, manifestano Dio.
Domandarmi se quelli che ricevono il messaggio, davvero percepiscono la grandezza di Dio, fanno l’ esperienza di Dio!
Devo impegnarmi a creare negli altri uno spirito creativo, solidale, capace di condividere.
Il Carisma
Condividere le nostre esperienze e la nostra spiritualità che appartiene al carisma. Tradurre il nostro carisma in termini accessibili a tutti. Può scegliere il carisma unicamente chi ha fato amore con il carisma.
Tradurre quello che abbiamo ricevuto in lingua locale, cioè incarnarsi nel carisma e trasmettere agli altri quello che abbiamo ricevuto. Io devo provvedere a tradurlo, senza aspettare che siano gli altri a venirmi incontro. Ritradurre quello che io ho ascoltato in parole di sintesi originali, sarà la maniera che io evangelizzatore diventi evangelizzato.
Che pensano i nostri collaboratori del nostro carisma?
Cosa ho fatto o faccio per ravvivare il carisma?
Quanto ci lasciamo evangelizzare dalle persone che noi serviamo?
Capacità di condividere.
La condivisione non è una tècnica che si impara, ma deve essere un modo, uno stile di vita, una maniera carismatica di vivere. Un stile di vita che partendo da dentro di noi si manifesti anche al esterno.
Tradurre il carisma in lingua “secolare” in termini facili che tutti possono capire, prima di tutto, fa’ del bene a me stesso. Questo però, non può essere fatto da soli, ma deve essere un’opera comunitaria. Il nostro carisma deve essere portato avanti da tutti o non ci sarà nessuno a farlo. La spiritualità del carisma mi è stata data per condividerla con gli altri. Il dono dello spirito lo si capisce quando viene condiviso.
Capacità di comunicare
La qualità della comunicazione nelle nostre comunità è poco condivisa. La comunione dei beni spirituali nelle nostre comunità, tra di noi, è di scarsa qualità, poco rilevante.
Invece, la nostra comunicazione deve essere molto naturale, perché è la ragione principale che ci fa essere religiosi in comunità. Per vivere insieme ho rinunciato tante altre cose, ugualmente importanti.
Il religioso scopre la propria identità “sul suo carisma”. La spiritualità non può essere soltanto personale, ma necessariamente deve essere comunicata e condivisa.
La comunicazione non può essere sopportata ma deve essere “coscientizzata”, compartecipata. Una comunità vera condivide i doni spirituali. Ascoltarci, imparare a fare, leggendo nella vita i passi che Dio fa’ in noi, sono importanti obiettivi da acquisire e importanti passi da fare.
Essere Responsabili gli uni dagli altri.
Conseguenze di questa riflessione:
· L’individualismo è il primo responsabile dell’insensibilità nei confronti degli altri.
· La mancanza di comunicazione, genera comunità deboli e poco fraterne.
· Si creano autentiche comunità, quando si fraternizza con le persone e si scambiano idee sulla nostra vita.
· Quando non c’è comunicazione nelle comunità, ciascuno finisce per badare solamente ai propri interessi, seguendo a un suo unico progetto.
· La comunità sarà meno autentica se sarà individualista e vi sarà insensibilità verso l’altro.
Io ho bisogno dell’altro
La povertà di comunicazione spirituale impoverisce i rapporti. Accorgersi della “crisi” del confratello vuol dire, essere attenti alle esigenze comunitarie e crescere nella sensibilità per rendersi conto delle cose che non vanno bene e insieme cercarne le soluzioni. Creare un clima favorevole di comunicazioni reciproche nel cammino spirituale. Noi abbiamo bisogno dell’altro, della sua parola, della sua esperienza e della sua presenza.
Vita comunitaria
La vita consacrata è essenzialmente vita comunitaria. Quando non c’è vita comunitaria profonda, si cerca compensazioni fuori dalla casa e questo diventa un stile di vita parallelo, diventa compensazione.
L’essere comunitario” riguarda sempre al nostro rapporto con Dio, risalta l’importanza delle relazione fraterne.
“Cani sciolti” è come dire religiosi che non si sentano appartenenti e rimangono da soli. È non sentire nessun legame con il carisma.
Per favorire il cammino di tutti, la condivisione è naturale, per questo non va dimostrata, va vissuta. E cosi, la Povertà sarà vera e verrà creduta con la condivisione dei beni spirituali. Anche l’Obbedienza sarà un modo spirituale di vivere uno stile di vita, che sempre ci porterà alla condivisione.

La Provvidenza

Dio stesso potrebbe interferire sulle nostre cose, sui castelli che abbiamo costruito e potrebbe dirci: devi essere di Cristo e lasciarti condurre da Lui. Penserò io a dirigerti e dirti come gestire la tua esitenza, sono io che cercherò di aiutarti nelle difficoltà e ti darò una mano.
Buona Giornata

domenica 11 aprile 2010

Che interessante …
(Noi) siamo il campo di Gesù in cui Lui lavora affinché noi abbiamo a raccoglierne i frutti: pazienza, fiducia, ottimismo, zelo, preghiera e rispetto per le anime che ci attorniamo.
()/()
L'incontro personale con Gesù è uno stop, un punto fermo: si lascia perdere tutto per pensare alla propria anima. Questo è un "cammino" che può entrare nella vita di ogni cristiano, a cominciare dai nostri Amici, Parenti e volontari!
Buona settimana.

domenica 4 aprile 2010

Giovanni 20,1-9

1]Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. [2]Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». [3]Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. [4]Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. [5]Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. [6]Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, [7]e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. [8]Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credete. [9]Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.
Tutta la liturgia del tempo quaresimale annunciava nella speranza la venuta del giorno di Cristo Signore, in cui la creazione sarebbe finalmente rifiorita, come da un piccolo seme che, morto nella terra, germina una bellissima fioritura, destinata a un raccolto sovrabbondante.
Oggi la speranza si compie: è il giorno di Cristo Signore, trionfante e vittorioso sulle potenze dello spirito del male e della morte, egli è il Risorto: alleluia, alleluia!
Insieme agli apostoli testimoniamo l’evento cardine della nostra fede (I lettura); abbandoniamo il lievito vecchio, fatto di malizia e di perversità la nostra esistenza quotidiana (II lettura), inseriti nella “moltitudine di testimoni” (Eb 12,1) che proclamano con convinzione che Cristo è presente nella sua Chiesa e non cessa di manifestarsi a quanti credono nel suo nome e lo cercano con cuore sincero.
Allora, mentre ci porgiamo gli auguri, davvero scambiamoci questa certezza: “Cristo è risorto, è veramente risorto!”.

venerdì 2 aprile 2010

Adoriamo la tua Croce

Venerdì Santo – Passione del Signore.
Giornata di preghiera e di offerte per la Terra Santa. Oggi occorre il V anniversario della morte del Papa Giovanni Paolo II. In questo giorno in cui “Cristo nostra Pasqua è stato immolato”, la Chiesa con la meditazione della Passione del suo Signore e Sposo e con l’adorazione della croce commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla Croce, e intercede per la Salvezza di tutto il mondo.
In questo giorno non devono essere trascurati i pii esercizi, come la Via Crucis e le processioni della Passione.
Facciamo con fede la preghiera universale che la Liturgia ci propone:
· Preghiamo per la Santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre Onnipotente.
· Preghiamo il Signore per il nostro Papa Benedetto: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell’ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio.
· Preghiamo per tutti i vescovi, presbiteri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.
· Preghiamo per i catecumeni: il Signore, Dio nostro, illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericordia, perché mediante l’acqua del Battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e siano incorporati in Cristo Gesù, nostro Signore.
· Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo: il Signore Dio nostro conceda loro di vivere la verità che professano e li raduni e li custodisca nell’unica sua Chiesa.
· Preghiamo per coloro che non credono in Cristo, perché, illuminati dallo Spirito Santo, possano entrare anch’essi nella via della salvezza.
· Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace.
· Preghiamo a Dio padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.
Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell’umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Adoriamo la tua Croce, Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua Santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.